Elba - Isola Musicale d'Europa - 1997-.... - Stefano Bollani
pianoforte

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   Si diploma al conservatorio di Firenze nel 1993 e si afferma nel jazz, collaborando con grandissimi musicisti (Richard Galliano, Gato Barbieri, Pat Metheny, Michel Portai, Phil Woods, Lee Konitz, Han Bennink, Paolo Fresu, Miroslav Vitous, Aldo Romano, Toninho Horta, John Abercrombie, Kenny Wheeler, Greg Dsby, Martial Solal...) sui palchi più prestigiosi del mondo (Umbria Jazz, Festival di Montreal, Town Hall di New York).
    Fondamentale è la collaborazione iniziata nel 1996 - e da allora mai interrotta - con il suo mentore Enrico Rava, al cui

fianco tiene centinaia di concerti e incide dodici dischi.
   La rivista Musica Jazz lo proclama miglior nuovo talento del 1998. Nel 2003 riceve il Premio Carosone e nel 2004 la rivista Swing journal gli conferisce il New Star Award. Nel 2006 per Musica Jazz è il musicista italiano dell'anno, insieme al suo disco Piano solo. Nel 2007, per l'americana Downbeat è ottavo fra i nuovi talenti del jazz mondiale e la newyorkese Ali About Jazz lo vota fra i 5 musicisti più importanti. Nello stesso anno a Vienna riceve l'European Jazz Prize.
   Nel 1998 incide un disco sulla musica leggera italiana degli anni '30-'40 (Abbassa la tua radio). Pubblica cinque dischi per la giapponese Venus Records. Per Label Bleu realizza un omaggio allo scrittore Oueneau (Les ileures bleues, 2001), il disco Smat smat (2003), un disco per trio jazz e orchestra sinfonica con P. Silvestri e l'Orchestra Regionale Toscana (Concertane, 2004), un doppio album (I visionari, 2006) col suo nuovo quintetto e Feldman, Fresu e Magoni come ospiti. Vince il Premio Ciampi con il disco "Disperati intellettuali ubriaconi", del cantautore Bobo Rondelli. Fuori dai canoni i lavori come "La gnosi delle fanfole", dove mette in musica le poesie di F. Maraini (1998) la "Cantata dei pastori immobili" (2004) il disco di canzoni scandinave "Gleda" (2005).
   Collabora con molti artisti in ambito teatrale e suona come solista con l'Orchestra Regionale Toscana, la filarmonica del Regio di Torino, la Verdi di Milano, la Santa Cecilia di Roma, diretto da J. Latham-Koenig (con cui ha appena inciso il "Concert Champetre" di Poulenc), C. Franklyn e J. Conlon.
   Nel 2007 pubblica il romanzo "La sindrome di Brontolo".
   Dal 2005 è direttore artistico del "Vivere Jazz Festival" a Fiesole.
   Il suo ultimo lavoro, Bollani Carioca, è dedicato alla musica popolare brasiliana. Ha suonato un pianoforte a coda in una favela di Rio. Prima di lui, Antonio Carlos Jobim.